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Rarica- berta: Canto alla terra

ottobre 26 @ 18:30

Rarica: La stagione autunnale inizia!
intessiamo il frescolino con una trama di luoghi affini per nutrire il progetto Ràrica e la voglia di partire.

una serata insieme all’Ortaccio ed a Nudoecrudoteatro
dall’aperitivo al ballo, passando per i discorsi e le visioni…
c’è quasi tutto! mancate voi!
PRENOTAZIONi info e costi:
raricapedananatura@gmail.com
3334317898, 3406244240

bit/18:30 APERICENA VEGETARIANA – a cura di Ràrica –
PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA

Canto alla terra

Più che un monologo, lo spettacolo è una moltitudine di voci che si fanno una.
Perché ‘Berta si è fatta milioni. Berta non è morta. Berta sono io.’
Attraverso le parole di chi l’ha conosciuta, di chi l’ha amata, di lei stessa, veniamo
trascinati dentro la vita della ‘luchadora’ Berta Càceres, scoprendone lo straordinario
coraggio, la lucida capacità di analisi, il costante impegno in difesa degli oppressi,
l’estrema determinazione, ma anche l’umiltà, la voglia di vivere, la gioia di amare.
La musica della fisarmonica ed il canto fanno da contrappunto a questa narrazione
lirica mentre la voce della radio, importantissimo strumento di informazione e
comunicazione delle comunità indigene e contadine, scandisce il tempo storico degli
avvenimenti. Con flashback e anticipazioni si fa veicolo di una storia che, ben presto, si proietta oltre i confini del povero e violento paese centramericano, coinvolgendo attori
ed interessi internazionali e chiamando in causa tutti noi.
Poco a poco, inaspettatamente, la figura di Berta si delinea non solo come quella di
un’attivista ambientalista, una militante femminista, una martire indigena e popolare,
ma, appunto, come una “defensora de la Madre Tierra”, custode di rituali e forme di
religiosità ancestrali che ricongiungono lo spirito alla materia, l’umanità alla natura, la
vita alla morte.
Berta non difendeva solo l’ambiente, il fiume, i territori indigeni dallo sfruttamento,
dall’avvelenamento, dall’estrattivismo.
Berta difendeva l’anima del mondo, la terra su cui e di cui viviamo, nostra madre.
L’unica che abbiamo.