
Giorgio Trucchi 2 | 3 | 2026
Questo 2 marzo ricorrono dieci anni dall’assassinio della leader indigena Lenca e attivista sociale Berta Cáceres. Il Consiglio Civico delle Organizzazioni Popolari e Indigene dell’Honduras (Copinh) ha dato il via ieri a una serie di attività che proseguiranno per tutta la settimana. Come sempre, la Rel UITA accompagna la lotta per la verità e la giustizia integrale per Berta.
Il Centro de Encuentros y Amistad “Utopía” è stato teatro di un atto di massa dedicato al ricordo, all’omaggio e alla memoria, che ha visto una partecipazione massiccia, sia nazionale che internazionale. Sono stati dieci anni di lotta instancabile contro l’impunità e l’assenza di giustizia.
A un decennio di distanza, come recentemente sentenziato dal Gruppo Interdisciplinare di Esperti Indipendenti (GIEI), è stato possibile dimostrare che il crimine era “prevedibile e prevenibile” e che le autorità non hanno fatto assolutamente nulla per fermare le menti e le mani assassine. Inoltre, è emerso che si è trattato di un crimine aziendale, finanziario e politico “perpetrato attraverso una complessa architettura criminale che ha articolato interessi economici, finanziamenti internazionali, strutture di sicurezza, corruzione istituzionale e gravi omissioni statali”.
Di fronte a questi risultati, e dopo aver consegnato alla giustizia gli autori materiali del delitto, cresce il grido affinché vengano giudicati e puniti i mandanti.
“Il crimine contro Berta è stato commesso sotto gli ordini del potere economico degli azionisti di maggioranza del progetto idroelettrico Agua Zarca, con la complicità dello Stato e il finanziamento delle banche FMO dell’Olanda e il BCIE”, ha ricordato Bertha Zúñiga Cáceres, attuale coordinatrice del Copinh.
La continuità della lotta
Durante un panel che ha visto la partecipazione di ospiti come Gustavo Castro (sociologo messicano e superstite dell’attacco mortale contro Berta), padre Ismael Moreno (direttore dell’Eric), Laura Zúñiga Cáceres (figlia di Berta e membro del Copinh) e Rosalina Domínguez (dirigente della comunità Lenca di Río Blanco), sono stati analizzati gli elementi che hanno caratterizzato questi dieci anni di lotta.
“Recuperare la forza e la parola di Berta; cercare strategie, costruire alternative, rafforzare e articolare la lotta collettiva; indagare da dove provenisse il denaro e svelare la struttura criminale, sia nazionale che internazionale; non accontentarsi della ‘giustizia’ dei tribunali, continuare a rafforzare il Copinh e organizzare la lotta territoriale. Tutto questo è stato e continua a essere imprescindibile per garantire una giustizia integrale per Berta”, hanno dichiarato i relatori.
Molti sono stati i momenti emozionanti che hanno toccato profondamente l’anima di chi, in massa, ha reso omaggio alla combattente Berta e agli altri caduti nella difesa delle terre, dei territori e dei beni comuni. Centinaia di mani hanno offerto candele e fiori in una cerimonia ancestrale carica di simbolismo e identità.
“Oggi più che mai apriamo la strada per continuare ad avanzare verso la giustizia. Fermi, camminando insieme. Dieci anni seminando memoria, storia e speranza. Ci impegniamo a continuare a essere ribelli. Questo è l’eredità di Berta, del Copinh. Non potranno nulla contro i popoli. Basta patriarcato! Qui tessiamo vittorie!”, ha affermato Lolita Chávez, leader indigena guatemalteca Maya K´iche.
Infine, Bertha Zúñiga ha ringraziato per ogni gesto, ogni resistenza, ogni manifestazione e azione globale, ogni pronunciamento e cerimonia, e per ognuna delle azioni solidali sviluppate in questi dieci anni.
“Sappiamo che il potere di convocazione della parola di Berta continua e continuerà a vivere e che la lotta dei popoli e delle donne continuerà a moltiplicarsi. La speranza prevarrà sempre sulla morte”, ha concluso.
fonte: https://www.rel-uita.org/honduras/diez-anos-de-esperanza/













