Esclusivo Radio Cora : ” MIA MADRE E’ STATA AMMAZZATA, MA LE SUE IDEE NON SI POSSONO UCCIDERE”

berthita-300x208A colloquio con Bertita Caceres, la figlia della militante ecologista honduregna  Berta Càceres uccisa il 2 marzo scorso. Berta nel 2015 aveva vinto il Premio Goldman per l’Ambiente, il più alto riconoscimento assegnato agli ecoattivisti per le vittorie conseguite nel proprio contesto comunitari.L’organizzazione del premio denunciava costantemente, sul sito e sui social, le intimidazioni e le minacce che la donna subiva, manifestando preoccupazione per il numero di attivisti ambientali uccisi: tra il 2010 e il 2014 101 persone, secondo la Ong Global Witness, nel solo Honduras. La polizia sostiene che la donna sia stata uccisa da ladri mentre rientrava nella sua casa presso La Esperanza, a circa 200 chilometri dalla capitale Tegucicalpa, mentre altre fonti sostengono che la Càceres sia stata uccisa in casa mentre dormiva. La madre ha riferito alla polizia che la figlia, che aveva contribuito a fondare e coordinava il Consiglio dei popoli indigeni dell’Honduras, sembrerebbe essere rimasta vittima di una rapina, “ma noi tutti sappiamo”, ha aggiunto, “che è accaduto per via delle sue battaglie.

Tra le altre cose Berta Caceres aveva guidato la comunità di Rio Blanco nella lotta contro la realizzazione del complesso idroelettrico Agua Zarca, previsto sul Rio Gualcarque, nell’Honduras Nord-occidentale. Un fiume sacro nella cosmogonia Lenca che costituisce una fondamentale risorsa idrica per circa 600 famiglie che vivono nella foresta pluviale. L’impianto era stato approvato senza il consenso della comunità,  contravvenendo alla Convenzione sul diritto all’autodeterminazione dei popoli indigeni. “Quando ho inziato a combattere per il Rio Blanco, potevo sentire quello che il fiume aveva da dirmi. Sapevo che sarebbe stato difficile, ma sapevo anche che avrei trionfato. Me lo ha detto il fiume”, aveva dichiarato.

Bertita ha etffettato un tour di 10 giorni in Italia per raccontare le battaglie di sua madre (e sue) all’interno del   Consejo Cívico de Organizaciones Populares e Indígenas de Honduras(COPINH), organizzazione dedita alla difesa dell’ambiente nel Dipartimento di Intibucá e alla salvaguardia degli indigeni Lenca findato dalla madre nel 1993. L’abbiamo incontrata alla fattoria occupata “Mondeggi Bene Comune” alle porte di Firenze.

“Le nostre lotte sono le vostre lotte” dice Bertita, tra le altre cose.

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