Un ennesimo assassinio in Honduras: l’ultimo è quello dell’attivista e ambientalista honduregna Berta Caceres, leader dell’organizzazione indigena contadina COPINH dell’Honduras.

E’una grandissima perdita, non solo per l’Honduras, ma per tutti i movimenti che si battono per l’ambiente e per un mondo giusto e libero. Essa era molto nota anche all’estero.

Potete ascoltare qui il breve ma incisivo discorso che Berta fece in occasione della consegna del premio Goldman, il massimo riconoscimento mondiale per un’ambientalista:

http://www.goldmanprize.org/recipient/berta-caceres/

Il corteo che al suo funerale ha riempito le strade per ben 10 Km rende testimonianza di quanto fosse amatissima dalla sua gente e stimata da tutti coloro che ne condividevano gli ideali. Qui potete vedere una galleria di immagini:

http://nicaraguaymasespanol.blogspot.it/2016/03/fotos-miles-de-personas-dieron.html

 Il CIVG (Centro di Iniziative per la Verità e la Giustizia), ritenendo completamente interno ai suoi intenti e obiettivi la battaglia di Berta Caceres,raccogliendo l’invito del COPINH, lancia una campagna di raccolta firme e sottoscrizione del comunicato che trovate in allegato, in segno di solidarietà ed in appoggio alle richieste del COPINH e dei familiari di Berta.

Invitiamo ad aderire e a diffondere, come singoli o come Associazioni.

Accanto all’eventuale sigla scrivere anche la dicitura per esteso e la città; se aderite come singoli, oltre alla città potete aggiungere se volete il vostro incarico o professione. Inviare al più presto le adesioni a:  info@civg.it. Le adesioni saranno inviate in Honduras al COPINH.

E’ importante ed urgente in questo momento far sentire la nostra voce  e la nostra solidarietà. Vi ringraziamo, a nome loro e nella memoria di Berta.


OMAGGIO A BERTA CACERES

Abbiamo appreso con profondo dolore, rabbia e indignazione del brutale assassinio di Berta Caceres, leader del COPINH (Consiglio Civico di Organizzazioni Popolari e Indigene dell’Honduras), di cui era stata cofondatrice e promotrice dal 1993.

Berta è stata un’attivista esemplare, col suo impegno infaticabile, la sua lucidità di analisi e maturità politica, la sua lungimiranza nel costruire, la sua capacità di comunicare e forgiare organizzazione. Il suo impegno nella lotta verso un mondo migliore era totale: la difesa dei diritti dei popoli indigeni, dei contadini, delle donne, dell’ambiente, la costruzione di reti di cooperazione e solidarietà con i movimenti sociali honduregni, in America Latina e nel mondo, contro l’ingerenza politica, economica e militare straniera fattasi nuovamente feroce dopo il colpo di stato organizzato e sostenuto dagli Stati Uniti, che nel 2009 aveva rimosso con la forza il presidente legittimo Manuel  Zelaya, contro gli organismi repressivi dell’attuale stato honduregno, che di quegli interessi è complice e sottomesso.

E’ stata uccisa il 3 marzo, proprio il giorno prima del suo 45° compleanno. Nell’attacco è stato anche ferito il sociologo ambientalista messicano Gustavo Castro Soto, appartenente all’organizzazione Altri Mondi A.C. / Amici della Terra del Messico, alla Rete Messicana dei Danneggiati dal settore Minerario (REMA) e al Movimento Mesoamericano contro il Modello Estrattivo Minerario (M4), attualmente rifugiato nell’ambasciata messicana, al quale le autorità honduregne stanno impedendo arbitrariamente di lasciare il paese e la cui vita è in grave pericolo.

Prima di Berta, migliaia sono state le persone assassinate, torturate, scomparse, incarcerate, minacciate, costrette all’esilio, vittime della repressione brutale scatenata contro tutti coloro che si oppongono o criticano l’attuale regime dittatoriale: dirigenti politici, contadini e indigeni mobilitati in difesa delle loro terre dal saccheggio e dai megaprogetti distruttivi delle multinazionali, giornalisti e comunicatori sociali, studenti, ambientalisti, difensori dei diritti umani, delle donne e della comunità LGBT, artisti e molti altri ancora.

Anche a tutte queste vittime e martiri va il nostro pensiero.

In questo contesto tremendo, nel mezzo della lotta del suo popolo indigeno Lenca contro la realizzazione del progetto idroelettrico “Agua Zarca” sul fiume Gualcarque da parte dell’impresa DESA, Berta è stata uccisa, perché nonostante le persecuzioni, la carcerazione, le minacce cui era stata sottoposta, aveva continuato a lottare per la difesa della natura, delle terre ancestrali e dei fiumi, per i diritti delle comunità indigene, per tutto il popolo honduregno, per suoi ideali, che sono anche i nostri e di tutti coloro che in ogni parte del mondo si battono per fermare la barbarie della distruzione e per realizzare un mondo sano, giusto e libero. Berta è un’eterna combattente contro il razzismo, il patriarcato e il sistema capitalistico e imperialistico oppressore e assassino.

Berta era un’attivista riconosciuta in campo internazionale per il suo impegno. Aveva partecipato ai movimenti dell’ALBA (Alleanza Bolivariana per i Popoli della Nostra America). Nell’ ottobre 2014 aveva portato la voce critica del COPINH al “Social Forum” convocato in Vaticano da Papa Francesco. Nell’aprile 2015 aveva ricevuto il Nobel ambientalista, il prestigioso premio Goldman. Era stata all’estero  in molti paesi per costruire legami di solidarietà. Tra i luoghi di lotta visitati In Italia, anche la Valsusa dei NO TAV, dove molti di noi hanno avuto l’onore e il piacere di conoscerla.

Il suo è un assassinio politico, i cui responsabili, come affermano anche i familiari di Berta, ”sono i gruppi imprenditoriali in combutta con il governo nazionale, i poteri locali e le istituzioni repressive dello Stato, che stanno dietro ai progetti estrattivi avviati nella regione” nonché “I finanziatori di questi progetti estrattivi di morte … giacché coi loro soldi rendono possibile l’imposizione di interessi economici al di sopra dei diritti ancestrali dei popoli”.

Ci uniamo ai famigliari, al COPINH, alle altre istanze honduregne ed internazionali nel chiedere:

–        La costituzione di una commissione internazionale imparziale e indipendente per investigare questo crimine, in cui partecipino la CIDH (Commissione Interamericana per i Diritti Umani) e le organizzazioni internazionali per i diritti umani, oltre agli organi governativi competenti.

–        La revoca immediata e definitiva della concessione a DESA per il progetto idroelettrico “Agua Zarca” sul fiume Gualcarque, giacché è stata la principale fonte di minacce, aggressioni, persecuzioni contro la comunità Lenca di Rio Blanco e i membri del COPINH.

–        La sospensione di tutte le concessioni fatte senza rispettare il diritto alla consultazione previa, libera e informata dei popoli indigeni.

–        La smilitarizzazione dei territori Lenca, il rispetto delle loro autonomie territoriali, comunitarie e forme di autogoverno.

–        Il rispetto e garanzie per l’integrità fisica, giuridica ed emozionale degli attivisti del COPINH e delle loro famiglie.

Chiediamo inoltre all’Ambasciata Messicana in Honduras:

di farsi carico dell’integrità fisica e psicologica di Gustavo Castro Soto e garante dei suoi diritti di fronte allo Stato honduregno, offrendogli protezione speciale e ritorno in patria.

La lotta non si ferma! Berta vive, tornerà e sarà milioni!